Un uomo in lotta
contro
lo strapotere di una banca
Jack La Mosca è un promotore
finanziario di successo che opera a Milano. La sua banca
lo incastra in una trappola legale e lo licenzia. Jack
non ci sta e vuole farla pagare all'amministratore delegato
della banca e all'avvocato complice dell'intrigo.
Chi ha picchiato selvaggiamente Jack La Mosca, un promotore finanziario milanese? Perché l'hanno cacciato fuori dalla banca in cui lavorava, facendogli terra bruciata intorno? E che cosa si nasconde dietro la prossima emissione di bond della Niscagi, un'azienda del settore biotech? Cosa c'è dietro le famigerate gestioni speciali? Perché i dirigenti della banca fanno portare in Svizzera i soldi dei propri clienti?
Scrivi a jackfly@jackfly.net.
"… un piccolo must per chi è ancora convinto che i retroscena della finanza possano essere raccontati solamente da chi vive a pochi isolati da Wall Street o dalla City londinese." Il Venerdì di Repubblica“
"il romanzo che introduce nel mondo delle banche, dei promotori finanziari e del vortice di denaro che gli ruota attorno." Il Sole 24Ore“
"… un giallo finanziario… la cui lettura provoca come primo impulso quello di ritirare immediatamente tutti i propri risparmi e di nasconderli nello sciacquone del water…" Il Diario
"... un libro giallo che scatena un caso giudiziario.” Il Manifesto
Caro
lettore,
il libro che ti propongo ti farà entrare in
un mondo con il quale hai avuto spesso a che fare,
ma di cui, probabilmente, non sai molto. Quello delle
banche, dei promotori finanziari e dei loro clienti.
Farai il tuo ingresso dalla porta principale e potrai
contare su di me come su di una guida piuttosto esperta
che ti farà da cicerone.
Sono un promotore finanziario, ma nella mia attività
mi occupo anche di ricerca e selezione di dipendenti
bancari e promotori finanziari. È per questo
che posso dire di conoscere bene non solo l'ambiente
(proprio per il mio lavoro conosco molte banche in
tutta Italia), ma anche le persone. Con quanti clienti,
promotori finanziari, private bankers, dirigenti,
impiegati, amministratori delegati, area manager avrò
avuto contatti in questi anni? Difficile dire un numero:
molte centinaia, comunque. Il mio lavoro prevede tra
l'altro di parlarci, di lasciare che raccontino le
loro storie, i loro desideri, le loro paure, i loro
obiettivi.
Alcune banche, più precisamente i dirigenti
che ci lavorano, così come anche alcuni clienti
molto importanti, sono spesso preda di un delirio
assurdo di onnipotenza, come se la consapevolezza
di avere soldi e potere, li inducesse a pensare di
poter estendere il loro dominio a tutti i gangli dell'economia,
della vita sociale, culturale e addirittura personale
dei cittadini.
Gli va sempre bene e questo li rende ancora più
pericolosi.
Ora, a me il lavoro che faccio mi piace molto e vorrei
fare qualcosa per migliorarlo.
Parlavo di questo, una sera, nella saletta riservata
di un ristorante milanese con due miei amici, a cui
sono stato sempre legato da un comune interesse. Uno
è l'amministratore delegato di una banca e
l'altro un avvocato specializzato in diritto del lavoro
di un grande studio legale di rilevanza internazionale.
Eravamo nel febbraio del 2002, faceva un gran freddo
e stavo pensando a cosa fare della mia esistenza.
"Be', se anche voi ritenete che il nostro ambiente
va migliorato", dissi, "perché non
denunciamo la situazione? Se ci mettessimo insieme,
ad esempio, forse qualcosa riusciremmo a combinare.
Magari potremmo farne un film. Un uomo, che combatte
contro lo strapotere di una banca. Che ne pensate?"
I miei amici si guardarono l'un l'altro e si misero
a ridacchiare. "Certo, certo. Che ci vuole?
Anzi, perché non ci scriviamo anche un libro?"
dice l'amministratore delegato.
Io feci finta di non aver colto l'ironia e risposi
seriamente. "Potrebbe essere un'idea. Ma il fatto
è che in Italia si legge troppo poco. Un film,
insomma, avrebbe più impatto. Però,
ora che ci penso, anche un bel romanzo, un financial
thriller avrebbe il suo impatto."
"Però se il tuo eroe fosse un promotore
finanziario, dietro lauto e anticipato compenso, ti
potrei raccontare come ho vinto con tutti quelli che
hanno fatto causa alla banca che difendo. La regola
è sempre la stessa: far credere agli stupidi
che facendo causa alla banca possano vincere. Solo
così la mia parcella acquista un numero di
zeri che mi gratifica." dice l'avvocato.
"Si Nicola una banca vince sempre e per questo
che la tua storia non interesserebbe a nessuno. È
scontata, no? Cosa vuoi che faccia un uomo contro
una banca?" dice l'amministratore delegato.
Tornammo a parlare del nostro comune interesse ma
in seguito però, ascoltai con molta più
attenzione le loro strategie aziendali e professionali.
E' gente a cui piace raccontare agli amici di fiducia
come fregare il prossimo.
Non si sono mai accorti che li avevo ingaggiati senza
stipendio, per farmi scrivere il più sconcertante
thriller finanziario che mai, da solo, sarei riuscito
ad immaginare. Li ritroverete, in qualche modo, anche
in JACKFLY. Ma non preoccupatevi, nella vita reale
non sono così terribili Sono peggio!
Il Governatore della Banca d'Italia sostiene che l'economia
italiana si fonda sul sistema bancario e che bisogna
fare di più per migliorarlo, io decido di prenderlo
alla lettera. Vivo in Italia e il mio contributo al
miglioramento del sistema bancario sarà JACKFLY.
Troppo ambizioso? Vedremo. Intanto voglio almeno provarci.
Inizialmente
volevo realizzare un film.
Be', sapete com'è: uno deve anche pensare in
grande!
Allora, in pochi mesi, ho letto tutti i libri di sceneggiatura
che ho trovato nella più importante libreria
di Milano e frequentato un corso serale sull'argomento.
Finisco la stesura definitiva della sceneggiatura
del film in un anno, e mando tutto a due concorsi
nazionali e a trenta case di produzione cinematografiche.
Li avete sentiti voi? Io no, tranne uno. Un piccolo
produttore cinematografico che mi ha chiesto un prestito
per comprare tutti i diritti cinematografici di JACKFLY.
Non so se era troppo furbo o troppo ingenuo. Non se
ne è fatto niente.
Allora, ho pensato a un libro.
Mi iscrivo a un corso serale di scrittura creativa,
comincio a capire che la prima cosa da fare è
scrivere una bella storia che funzioni. Ci provo.
Con il materiale che ho raccolto, in particolare dai
miei due amici di quella sera, potevo raccontare una
storia ispirata alla realtà, ma allo stesso
tempo non poteva essere tutta vera. Perché?
Per il semplice fatto che, nella realtà, gli
individui sono sconfitti e le banche trionfano. Trionfano
contro i clienti, contro i dipendenti, contro i promotori
finanziari. E allora, per dare un po' di tensione
alla storia, per non far vedere subito che tanto l'eroe
viene inevitabilmente sconfitto, ho dovuto reinventare,
almeno in parte la trama.
Faccio ricerche, mi confronto con lettori di gialli,
scrittori, colleghi, giornalisti, dirigenti bancari,
sceneggiatori, ufficiali delle forze dell'ordine,
revisori contabili, avvocati, magistrati in pensione.
Cerco di individuare e risolvere le incongruenze narrative,
di alimentare la storia con la fantasia, di scrivere
cose che conosco bene, di andare a ruota libera, ma
allo stesso tempo, di controllarmi. Perché
sono un irruente, lo so.
Ho cominciato anche a leggere, seriamente, perché
non si può scrivere se prima non si legge abbastanza.
Nell'anno successivo ho letto più libri che
in tutta la mia vita.
La cosa ha cominciato ad appassionarmi e ho fatto
fare un sito di cui ha parlato anche la stampa.
A dicembre 2004, ho fatto leggere la penultima versione
di JACKFLY a persone selezionate e disponibili a leggersi
300 pagine. Anche grazie ai loro commenti questa storia
ha continuato ad arricchirsi.
In questi tre anni ho trascurato famiglia, amici,
lavoro, vita privata, la salute, per l'esperienza
più faticosa e antieconomica che mai mi potesse
capitare. E quello che è più grave è
che nessuno mi ha costretto a farlo. Ma è stata
anche un'esperienza che umanamente mi ha arricchito
molto, facendomi comprendere tutta una serie di cose
cui non avevo mai pensato, e permettendomi di conoscere
molte persone meravigliose che ringrazio.
Infine mi permetto di farti una richiesta: se ritieni
che tu puoi aiutarmi a far diventare JACKFLY un buon
film, se vuoi darmi dei suggerimenti, o se vuoi semplicemente
dirmi la tua opinione sulla storia scrivimi a jackfly@jackfly.net.
Grazie.