VITA QUOTIDIANA DI JACK
1) Mi manca il mio ex-amministratore
delegato
2) La docente gestore in una SGR
3) L'aspetto non è tutto
4) Personal trainer
5) L'amico tirchio
6) Il direttore commerciale
7) La mia amica strana
8) Convalescenza cronica
9) Pausa pranzo al bar con uno che
non scherza mica
10) Pausa pranzo con lecca lecca
11) La donna organizer
12) L'ex-collega (ESCLUSIVA dal thriller
finanziario jackfly)
13) La stronza
14) La downjonesite
15) Citazione
16) Aspettando che muoia
17) Citazione
18) Citazione
19) Citazione
MI MANCA IL MIO EX-AMMINISTRATORE
DELEGATO.
Nella mia ex-banca l'amministratore delegato voleva
che lo chiamassi la mattina alle 7,30 per comunicargli
i risultati della giornata precedente. La nostra conversazione
poteva durare tre minuti, invece si prolungava sempre
a circa 15. Esattamene il tempo che bastava. Alla
fine della nostra telefonata mi alzavo dalla tazza
e gli facevo sentire lo scarico e in risposta sentivo
un altro scarico.
Mi manca molto il mio ex-amministratore delegato.
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LA DOCENTE GESTORE DI UNA SGR
Mi sono iscritto ad un corso di finanza. La docente
è gestore in una SGR. Non è bellissima
ma sensuale. Mi affascina in particolare come segue
con il suo cellulare la guerra in corso. Ha un collega
a New York e uno a Hong Kong che la tengono informata
sulle manovre delle truppe 24 ore su 24. In funzione
di come si muovono, decide cosa fare. Per lei è
importante che prima di tutto vengano conquistati
i pozzi e via dicendo. Il fondo che gestisce è
il migliore della sua categoria, stacca tutti i suoi
colleghi maschietti. E' proprio forte. Porta sempre
una gonna aderente che fa vedere due gambe bellissime
che stonano con i suoi discorsi seriosi. Decido di
invitarla a cena e, con un pretesto di lavoro, ieri
riesco a convincerla per un pranzo.
Ordino e mangio il primo, il secondo, il contorno,
la frutta, il dolce, il caffè. Chiedo anche
il conto. Lei sempre al suo cellulare che parla in
inglese, italiano, francese, spagnolo, tedesco e poi
arriva a dirmi: "Hai già finito?"
Dasvidania.
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L'ASPETTO NON E' TUTTO
Quando ho visto Manuele non credevo ai miei occhi?
E pensare che siamo in una banca…
Ma forse do troppo peso alla forma: non devo fermarmi
alle apparenze, in fondo l'aspetto non è tutto.
- Buongiorno Jack - mi dice - dove trovo il giornale
di oggi?
Lo guardo: i suoi pantaloni parlano di acqua alta
in casa. Riesco a intravedere i pedalini che fanno
capolino candidi tra l'orlo dei pantaloni e le sue
scarpe di cuoio chiaro.
L'aspetto non è tutto, mi ripeto, alzando lo
sguardo e mi fermo ad altezza colletto: una cravatta
gialla troneggia spavalda ravvivata da un gruppo di
papere blu.
Si, l'aspetto non è tutto, devo convincermene.
E mentre cerco di farmi violenza il mio occhio cade
sulla cintura: uno di quegli introvabili reperti anni
settanta, con fibbia lucida e logo smaltato blu e
rosso. Un ricordo d'infanzia non c'è che dire.
La giacca invece sembra uscita direttamente da un
serial anni ottanta, le spalle imbottite parlano chiaro.
- Manuele senti…
- Si Jack?
- Il giornale di oggi è li sotto la mia borsa.
- Grazie Jack.
- Figurati: hai una macchia di sugo sulla camicia.
- Dove? Ah già, gli spaghetti aglio, pomodoro
e vongole.
- Hai un'altra camicia qui in ufficio?
- No perché? Ti serve una camicia Jack?
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PERSONAL TRAINER
Un mio cliente mi ha letteralmente costretto a iscrivermi
nella palestra che frequenta altrimenti avrebbe ritirato
i 2 milioni di euro che mi ha affidato. A suo avviso
devo dimagrire.
E' uno che si tratta bene. Va nella migliore palestra
di Milano.
Contante alla mano, sfoggio un sorriso erotic-imbronciato
alla receptionist e ho avuto a disposizione duecento
metri quadri di superattrezzi dell'ultima generazione,
aggeggi e congegni elettronici computerizzati aerodinamici,
progettati per l'ottenimento delle più raffinate
performances fisiche, psico-fisiche e fisiologiche.
Venti bagno-sauna a temperatura regolabile con possibile
e fedelissima riproduzione di clima tropicale, sub-tropicale
e perfino savan-sahariano, escursioni termiche incluse.
Decine di docce ad acqua minerale, calda o fredda,
con getto rapido o a fontanella, con schiuma o senza
schiuma. E poi: solarium, idromassaggio, massaggio,
intero o parziale, con a scelta, ragazza italiana,
padana, gallese o brasiliana, o, nei casi estremi,
con tutte e quattro insieme. Insomma, un'oasi tecnologica
di benessere votata alla scultura dell'homo rudens.
Ieri è stato il mio primo giorno. Sono andato
preparato, naturalmente. Tuta priva di qualsivoglia
fibra sintetica, asciugamano intorno al collo e deodorante
pro traspirazione rallentata.
- Dove posso trovare l'istruttore? - chiedo alla receptionist,
con sorriso a ottantaquattro denti, stavolta, quello
delle occasioni migliori, che uso di solito con molta
parsimonia.
- Lo chiamo subito, signor La Mosca. La raggiungerà
in un istante. - fa lei, sottolineando quel "subito"
e rispondendo al mio sorriso in maniera più
che generosa.
L'hanno addestrata bene, direi.
(continua…)
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L'AMICO TIRCHIO
Ho un amico tirchio.
Sapete di quelli che quando ti invitano a prendere
il caffè scoprono sempre di aver dimenticato
il portafogli o di aver soltanto un pezzo da 500…
"Ma scusi, vuol pagare 2 euri e 20 con un biglietto
da 500?…"
"A parte che non si dice dueeuri ma dueeuro e
poi lo sa che siete obbligati a cambiare? Il decreto
legge in materia di obblighi dei gestori di esercizi
pubblici impone…"
"Ehm, lascia stare, faccio io…"
Una volta mi ha chiesto in prestito diecimila euro.
Gliene ho offerti novemila e mi ha accusato di negargli
la miseria di mille euro.
Qualche tempo dopo sono stato io a chiedergli diecimila
euro e lui me ne ha offerti mille, facendomi notare
con tono di rimprovero che mi prestava volentieri
la stessa cifra che io gli avevo rifiutato.
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IL DIRETTORE COMMERCIALE
- Buongiorno dottor Rossi come sta?
- Si potrebbe stare meglio, lei come sta signor La
Mosca?
- Grazie molto bene. Basta non prendersela troppo
per l'andamento delle borse. Le preparo la sua posizione?
- No per carità, parliamo di investimenti la
prossima volta. L'ho chiamata perché mio figlio
vuole fare il direttore commerciale in una banca,
può indicarmi i requisiti richiesti.
- Non conosco molti direttori commerciali. Se vuole
posso darle qualche indicazione su quello della banca
dove lavoravo nel 2002. Lo conosco bene avendo lavorato
oltre 10 anni in quella banca e poi è unico
nel suo genere.
- Bene allora iniziamo dal titolo di studio.
- Diplomato con il voto più basso. Questo gli
ha dato energia e voglia di riscatto.
- Conoscenza lingue straniere?
- Nessuna conoscenza di lingue straniere, tranne il
dialetto stretto del suo paesello di origine.
- Conoscenze informatiche?
- Nessuna tanto c'è la segretaria.
- Presenza?
- Bella presenza e immancabili le sue bretellone.
- Tendenza?
- A dire bugie
- Faccia?
- Di bronzo.
- Segni particolari?
- Furbo.
- Grazie signor La Mosca
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LA MIA AMICA STRANA.
La prima volta che siamo usciti fuori a cena ha
voluto pagare lei. Non c'è stato nulla da fare.
Mi ha impedito categoricamente di pagare.
- Che caratterino - mi sono detto.
La seconda volta che ci siamo visti a un aperitivo
ha assolutamente insistito per fare alla romana:
-ah no, dividiamo Jack! - mi fa.
E dividiamo. Tanto mica si tratta di utili. E' solo
un Martini.
La terza volta che l'ho invitata fuori, ho prenotato
in un ristorante niente male, intimo quel tanto che
basta per trascinare i più in un vortice romantico.
I più. Non lei. Che mi ha parlato di lavoro
tutta la sera.
- Sono 70 euro a testa. Che facciamo? - chiede a fine
cena - Pago con la carta di credito e tu mi dai i
contanti?
- Mi farebbe piacere se potessi offrirti questa cena,
Antonella - Non l'avessi mai detto.
- Mi farebbe piacere se mi lasciassi pagare la mia
parte: voglio essere padrona delle mie azioni io.
E chi te le tocca più? Poi se hai bisogno di
un consiglio su quando e come venderle, non chiederlo
a me però.
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CONVALESCENZA CRONICA
Non so se l'avete notato, ma quando si parla di borsa
si usano spesso verbi che hanno a che fare con la
medicina e la salute. Innanzitutto, in borsa "si
opera".
Dopo l'operazione, ovviamente, c'è la convalescenza
e la borsa "si riprende". Poi "riceve
un'iniezione di fiducia", quindi "si rialza"
e "si irrobustisce".
Poi fatalmente, accade qualcosa. La borsa comincia
a dare "segnali di stanchezza", quindi "inciampa",
segue, ahimè, una "caduta". Ecco
dunque che tutti "accorrono al suo capezzale",
preoccupati e solerti, spesso complicando ulteriormente
le cose invece di semplificarle.
Oggi, anch'io mi sento un po' malfermo sulle gambe.
Sarà meglio che non lo faccia sapere in giro.
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PAUSA PRANZO AL BAR CON UNO CHE
NON SCHERZA MICA
- Cosa prendi? -Marcello guarda schifato la vetrinetta
della tavola calda sotto la banca, traboccante di
panini , piattini e tramezzini per tutti i gusti.
- Non lo so Jack, tu cosa prendi?
- Un piatto di prosciutto crudo.
- Scherzi? Ah no, io no. Non avranno né San
Daniele né Parma. No, per carità. Per
me un piatto di verdure alla griglia andrà
benissimo.
- Sei a dieta Marcello?
- No, ma qui non mi fido: la settimana scorsa sono
andato a mangiare al Lucullio, sai quel ristorante
tutto rivestito in alcantara con i tappeti persiani
e il cameriere personale?
- No, non lo conosco.
- Scherzi? E' un posto della madonna. Lì sì
che si mangia da Dio: hanno un Parma che si scioglie
in bocca e poi è un ambiente pieno di bella
gente.
- Sono tutte fotomodelle?
- Scherzi? Volevo dire che sono tutte persone di un
certo livello ecco. Solo Porsche, BMW Roadster e Mercedes
Pagoda per intenderci. Cosa bevi?
- Non saprei , una birra o un bicchiere di Chardonnay
se ce l'hanno.
- Scherzi? No, io mi faccio fare una bella centrifuga
di carote biologiche che fanno bene alla pelle.
- Non credo che abbiano le carote biologiche qui.
- Scherzi? Ma è imbarazzante. Da me in palestra
hanno pure quella di porro vitaminizzato.
- Ma qui siamo in un normalissimo bar del centro,
Marcello. Prenditi un latte di struzzo della Papuasia.
- Scherzi?
- Chi, io? Scherzi?
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PAUSA PRANZO CON LECCA LECCA
Allora Jack, come ti vanno le cose? Hai comprato
titoli interessanti?
- Non mi lamento, potrebbe andare peggio. Tu?
- Ah io ho comprato un milione di Arrilona come mi
avevi consigliato e l'altro giorno quando la borsa
è salita di 3.4 ZAC, le ho vendute tutte: un
bel colpo Jack, grazie.
- Figurati, è stato un piacere, peccato che
io non le ho comprate. E il lavoro come ti va?
- Che ti devo dire, sono davvero contento di far parte
di questa banca Jack. Siamo i migliori.
- Non esageriamo.
- Come non esageriamo? Sei un grande, il nostro amministratore
delegato poi è un genio, vorrei fare qualcosa
per piacergli.
- Davvero? Portagli una cassetta di Dom Perignon allora.
- Pensi sia una buona idea? Sì, domani vado
a comprarla giuro. Lo stimo moltissimo. Io stimo tutti
quelli come lui, intelligenti e potenti.
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LA DONNA ORGANIZER
Isabella è veramente una donna organizzata.
Nella sua vita nulla è lasciato al caso. Si
alza alle sette. Fa colazione alle sette e mezza.
Va al lavoro alle otto. Va a letto alle undici. Trova
uno spazio per tutto e tutti, lei. Anche per me.
Io sono quello dell'aperitivo del mercoledì:
ogni settimana, dalle diciotto e cinquanta alle diciannove
e trenta. E oggi è il mio giorno. Ordiniamo
un gin tonic per lei e un negroni sbagliato per me.
Due chiacchiere, qualche risata e all'improvviso la
mia attenzione è catalizzata da qualcosa che
sta sul bancone del locale. Vicino al bicchiere di
gin tonic. Isabella ha distrattamente appoggiato le
sigarette e le chiavi della macchina. La mia mente
fa un paio di collegamenti sinaptici rapidissimi.
E senza proferire parola manda l'impulso alla mano
destra: che con scioltezza e maestria si appoggia
a conchiglia sul mazzo di chiavi e lo fa scomparire.
Sim sala bim.
Sono le sette e ventotto. Il mio tempo sta per scadere.
Ci dirigiamo verso l'uscita del bar. Lei avanza a
grandi passi. Varca la soglia e si blocca: la sua
mano scandaglia febbrilmente l'interno della borsa.
- Che succede Isabella?
- Le chiavi della macchina Jack. Non le trovo più.
Sono in ritardo. Accidenti e adesso?
Rientra nel locale, corre veloce verso il bancone
e torna indietro sconsolata.
- Niente chiavi Jack… le ho perse.
- Vedrai che te le troveranno, saranno cadute sotto
il bancone. Domani mattina quando puliscono chiamo
io il locale, non preoccuparti.
- Dio, sono le sette e trentuno! Mi daresti un passaggio
per favore?
? Lo farei volentieri Isabella, ma purtroppo oggi
sono venuto a piedi.
- A piedi? Ma lavori dall'altra parte della città!
- Si ma mi andava di camminare. Sai com'è,
oggi mi è presa così. Tu guarda che
sfiga…
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L'EX-COLLEGA (esclusiva dal thiller
finanziario jackfly)
- Ciao Jack come stai?
- Ciao my friend tutto bene, mai stato meglio.
- Ho visto il tuo sito ma è uno scherzo o cosa
altro?
- Tutto vero e soprattutto sotto controllo.
- Qui ti considerano andato di testa.
- E cosa vuoi che dicano? Mi sorprende che ancora
qualcuno li sta ad ascoltare. Cosa aspetti ad andare
via: Tu sei tra i pochi che merita una banca guidata
da gente seria.
- Ma cosa ti hanno fatto?
- Tutto.
- E cosa vuoi?
- Rivoglio la mia vita, la mia dignità. Voglio
tutto e anche di più.
- Sei arrabbiato con gli ex-colleghi che ti hanno
contattato i clienti?
- Ma figurati, cosa vuoi che mi importi di quattro
sciacalletti, camuffati da private bankers. Io voglio
la testa dei mandanti.
- Cosa vuoi?
- Voglio che gli azionisti licenzino il management
e per primo l'egregio faccia di culo. Nulla di più.
Fino all'ultimo mio respiro lotterò per questo.
- E se non lo fanno?
- Gli azionisti sono intelligenti.
- Qui c'è divieto di parlarti altrimenti ci
revocano il mandato ma sappi che io sono con te!!!
- Hai titoli bancari in portafoglio?
- Si qualcosa jack.
- Posso darti un consiglio
- Certo
- Vendi e subito il titolo bancario quotato alla Borsa
di Milano che ancora non ha scontato la ribellione
di JACKFLY.
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LA STRONZA
- Ciao Jack, sono Sofia
- Ciao, come stai?
- Io bene, volevo sapere come stai tu?
- Io sto bene, che pensiero gentile chiamarmi. L'ultima
volta è stato due anni fa. Dove eravamo?
- Dentro il letto di casa tua.
- Si mi ricordo è stato bello.
- Jack anche per me. Ti chiamo perché tra due
mesi mi sposo, in più aspetto un bambino e
volevo sapere se tu stavi bene.
- Si sto bene.
- Sicuro
- Certo, sei sicuro?
- Sicuro. Ma perché? Che cazzo dovrei avere?
- Non si sa mai, con le malattie che ci sono in giro…
- Stai tranquilla, ho donato il sangue un mese fa
ed è tutto regolare.
- Jack ti ricorderò sempre e grazie per la
buona notizia.
- Ciao Sofia e figli maschi.
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LA DOWJONESITE
Negli ultimi tempi nel mio ufficio c'è
depressione che si acuisce o meno con la chiusura
della Borsa americana.
Personalmente la sera stacco dal lavoro e non voglio
saperne altro. Un mio collega, tale Ermenegildo, invece
è ammalato di dowjonesite. Fino al 2001 lavorava
in banca e questa è la sua prima crisi da promotore
finanziario. Fino a un mese fa circa mi chiamava tutte
le sere per affliggermi ancora con l'andamento dei
mercati. L'ultima sera che l'ho sentito mi ha chiamato
al cellulare: "Ehi Jack, il Dow Jones perde il
3%. Cazzo, domani sarà un nuovo bagno! Io non
c'è la faccio più". Stavo cenando
in dolce compagnia spagnola. La tipa mi espone una
analisi dettagliata sulle differenze tra l'uomo spagnolo
e l'uomo italiano. Insomma sono nell'importantissima
e affascinante fase dell'approccio. Ermenegildo insiste
e devo gestire la sua ansia dalle 21.15 fino alle
22.30. Piange e questo mi amareggia perché
l'ho reclutato io, l'ho convinto io a fare questo
lavoro del cazzo. Alcune settimane dopo sono riuscito
a convincere il management a fare assumere Ermenegildo,
il suo stipendio sicuro a fine mese avrebbe fatto
bene alla sua stupida ansia. Mi dicono che alle 17.00
in punto è fuori dalla banca ma soprattutto
che sorride. Questa volta c'è da ringraziare
la mia banca. Grazie banca, sentitamente.
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CITAZIONE
Storici e romanzieri hanno sempre saputo che la
tragedia è prodigiosa nel rivelare la natura
dell'uomo. Ma mentre hanno fatto largo uso di guerre,
rivoluzioni, povertà per mostrarla, stranamente
hanno trascurato i panici finanziari. E invece, proprio
in ciò è possibile apprezzare la svariata
idiozia dell'azione umana perché, sebbene il
momento sia veramente tragico, in fondo non si perde
altro che denaro.
John Galbraith, Il grande crollo
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ASPETTANDO CHE MUOIA
Ieri sono stato da un potenziale cliente che ha
chiamato per avere informazioni su un nostro prodotto.
Mi riceve in cucina dove un bottiglione di vino da
5 litri, mezzo vuoto non preannuncia niente di buono.
E' anziano, fa 107 anni a giugno. E' anche un po'
sordo e non ci vede quasi nulla. Ma si fida e mi fa
vedere tutti gli estratti conto della banca. Mi accorgo
che tutti i suoi risparmi, circa 330 mila euro, sono
sul conto corrente. Lo ascolto con interesse e mi
racconta della sua ex professione di architetto, degli
impegni di lavoro che gli hanno impedito persino di
sposarsi, che ha vissuto a lungo da solo perché
tutti i suoi fratelli e amici sono ormai morti. Aggiunge
che da qualche mese i figli dei figli del fratello
di suo cognata si sono sistemati fissi nella sua casa.
La prima cosa che gli propongo è un mix di
titoli esenti da tasse di successione e sicuri quindi
un fondo monetario e qualche Ctz e Btp quando delle
ombre entrano in cucina. Sono i "pronipoti".
Le loro facce mi consigliano prudenza. "C'è
qualcosa che non va nelle scelte di nostro zio?"
mi chiedono. "Certo, ha troppi soldi sul conto
corrente", replico. "E a te che cazzo te
ne frega? I soldi dello zio stanno bene dove stanno",
mi intima con un tono minaccioso. A questo punto il
buon senso ha il sopravvento: qualche migliaio di
euro non giustifica un inutile lite. Assicuro il nonno
sul fatto che è stato molto ben consigliato
nel tenere tutti i soldi sul conto corrente e soprattutto,
viste le incertezze del mercato, che è ancora
più intelligente lasciare tutti i soldi sul
conto corrente magari per sempre". Dopo ciò
mi viene offerto del vino e accetto di bere. Entro
in confidenza e scopro che tutti aspettano la morte
del vecchio per prendere i soldi dal suo conto corrente.
Ma il vecchio non si decide a morire. Ehi, è
proprio vero! Morte desiderata non arriva mai.
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CITAZIONE
"Il profitto è tutto"
L'amministratore delegato della ex
banca di Jack
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CITAZIONE
"La guerra risparmia non il coraggioso, ma il
codardo."
Anacreonte, frammento
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CITAZIONE
"Nella vita bisogna scegliere fra guadagnare
denaro e spenderlo: non si ha il tempo di fare entrambe
le cose."
Edouard Bourdet, Les temps difficiles
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